Cosa raccontate a chi non vedete da tanto?

Mark-Zuckerberg-Business-CardNon so voi ma io di problemi (mentali intendo) ne ho diversi, oggi ne esaminiamo uno. Non so mai cosa raccontare alla gente che non vedo da tanto tempo, intendo due, dieci o vent’anni. Alle classiche domande di rito: “Come va?” “Tutto bene?” “Novità?”, o più semplicemente “Che cosa fai?” mi si bloccano tutti i pensieri. Niente, è la prima risposta che mi viene da dare, come se fossi stata crio-genicamente conservata per quel lasso di tempo. Poi provo ad articolare un pensiero e forse è pure peggio. Mah le solite cose, lavoro, esco, faccio cose, vedo gente.faccio cose, vedo genteA quel punto la storia del congelamento mi pare più interessante. Ma è troppo tardi. Sarebbe più semplice rispondere a un interrogatorio con la luce puntata addosso. Tirerei fuori i miei eleganti occhiali da sole e direi il mio nome, cognome, la data di oggi e saprei per certo che no, non sono stata io; no, io non ero lì. E invece eccomi in piedi davanti a qualcuno a dire che faccio cose. In realtà il problema si pone dal momento che non amo parlare del mio lavoro. Perché lo ritengo lungo e tedioso per i più, perché prima devo spiegare di cosa si occupa l’azienda, poi cosa faccio io, la sensazione è quella di andare a casa di qualcuno ed essere costretti a vedere il soporifero video del matrimonio, e non odio nessuno così tanto.che-lavoro-fai Io non capisco mai quale sia la reale domanda. Una volta una persona mi chiese notizie guardandomi insistentemente le mani (ora che ci penso più di una persona). Così iniziai anch’io a guardarmi le mani: avrò un insetto, una macchia di evidenziatore, una sciarpina che esce miracolosamente dal polso come i maghi? Finché l’interessato non fu costretto a chiedermi se fossi sposata. E a questa domanda cosa avrei dovuto rispondere? No. E basta? Si. Perché è come se lo fossi? Oppure la versione estesa: non credo molto nell’istituzione matrimoniale ma abbiamo comunque comprato casa insieme, visto il mondo insieme, diviso un bel po’ di preoccupazioni, di gioie, di momenti buffi, trascorso un certo numero di anni insieme e siamo ancora uniti.siamo qualcosa in più di quel che c'è scritto sul nostro biglietto da visitaIn secondo luogo non mi viene mai spontaneo dire cosa faccio davvero. Viaggio molto, adoro scrivere, mi piace camminare. Non saremo fatti di solo lavoro, né di sole relazioni o sbaglio? Non ho mai incontrato nessuno che mi abbia detto che ne so: “faccio foto bellissime” o “i miei risotti sono da trasecolare”. Ci riduciamo a dire di noi stessi quello che predice l’oroscopo dividendo la nostra vita in a) amore b) lavoro. Io credo che ci sia qualcosa si più,  credo ci si possa dirigere oltre le banali convenzioni e dire qualcosa di più originale. Io mi ci metterò di impegno per tirare fuori parole che dicano di me qualcosa di significativo, voi cercate di non incontrarmi troppo presto però!biglietto da visita divertente