NON TUTTI QUELLI CHE VAGANO SI SONO PERSI

NON TUTTI QUELLI CHE VAGANO SI SONO PERSI

Vagare, per le strade del mondo e tra i colori del mare. Vagare curiosi, non cercando niente e trovando sempre qualcosa. Perdersi, con e senza il navigatore, soli o in compagnia, consapevoli o ignari. Perdersi nei pensieri o tra le braccia di qualcuno, perdersi per lasciarsi andare, vagare e darsi infinite nuove possibilità. E così sono tornata un’altra volta. E ho visto gente e strade nuove, preso ogni possibile mezzo e camminato su asfalto e sterrato, lungo tunnel e scale. Ho corso ma mi sono anche fermata, ho guardato le onde del mare infrangersi sulla battigia e scogli illuminati dalla luce del tramonto. Ho assaporato la gioia di un luogo di festa prima che la festa iniziasse, ho visto spiagge deserte, ho preso un po’ di sole e ho camminato in punta di piedi toccando acqua di mare fredda e cristallina. Ho visto il mondo a colori. Colori meravigliosi, milioni di sfumature di blu e d’azzurro. Avevo una piastra sempre accesa e una “copa de Cava” sempre colma; avevo una maglia in meno e un paio di shorts in più; avevo voglia di fare shopping e ho trovato un vestito fatto apposta per me; avevo voglia di staccare un po’ e sono tornata esausta e soddisfatta; avevo l’ansia di non fare in tempo e di non fare tutto. Ero in anticipo che è diventato ritardo e quel ritardo mi ha consentito di andare al Gate corretto, che nel frattempo era cambiato. Avevo la valigia appesantita e qualcuno mi ha aiutato a chiuderla. Ho sentito uno sfaccettato ventaglio di complimenti e percepito una notevole quantità di sguardi. Ma soprattutto ho fatto tutto questo in compagnia di una persona speciale, imperfetta come me, ma ugualmente trasparente e sopra ogni cosa buona. Saremmo potute andare ovunque e ci saremmo divertite comunque, ora lo sappiamo.

❤cristinafelice.altervista.org❤

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