SU QUEL GIORNO IN CUI SCOPRII LA PATENTE SCADUTA

SU QUEL GIORNO IN CUI SCOPRII LA PATENTE SCADUTA

È tutto sotto controllo, ho preso la mia prima multa, è giovedì mattina, farò molto tardi al lavoro. Parcheggiare in carico e scarico ieri notte non è stata un’idea geniale, specie per via del cambio di orario del divieto #mannaggialaputtana che non avrei guardato neanche in dieci vite, se cambiate mettete un suono e una luce, e invece no. La mia macchinina con vicino vicino una pattuglia di quelli bianchi e verdi, no, non dei Celtic, dei vigili. Quando è palese abbiano ragione loro, la mia voce è rotta dalla commozione e dall’essere colta in fallo, quanto amo sbagliare! Disdicono il carro attrezzi, grazie, alla fine si sentono pure in colpa, dico che dovrei andare, mi chiedono giusto patente e libretto, tutta tronfia li porgo, appena fatto tagliando e revisione e patente in scadenza a maggio 2019. O così credevo. Maggio, sì ma 2018. Il panico vero. Il panico davanti alle due vigilesse, il panico nel capire chi potesse spostare la mia macchina per non dover richiamare il carroattrezzi e retrocedere di 10 caselle, il panico perché le foto, la visita, i bollettini, fai un salto, fanne un altro, fai la giravolta, falla un’altra volta. Corro come una scema, nel panico per una settimana. A me piaceva la patente di carta un po’ vintage, piaceva la mia fotina da pischella, me l’hanno lasciata per fortuna, la metterò lì, insieme con i primi timbri del mio primo passaporto. Ora ho questa tessera, non è neanche rosa, ho una foto da ricercata per crimini contro l’umanità, non si legge assolutamente nulla, ma tant’è. Pensavo di avere tutto sotto controllo e invece no, appena lo penso, lo credo, ci spero, accade qualcosa a ricordarmi che è tutto a posto e niente in ordine, che non cade il mondo quasi mai, che l’ansia farà sempre un po’ parte di me.

❤cristinafelice.altervista.org❤

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