IL BELLO CHE C’E’

IL BELLO CHE C’E’

Ci sono giorni in cui non mi va di pensare alla sofferenza, mi piace respirare a fondo e godermi il bello che c’è. E il bello c’è sempre, anche nella più grigia delle giornate, per chi sa coglierlo, per gli occhi che sono in grado di vederlo, il bello è lì. E’ nel sorriso di chi non conosciamo ma che ha semplicemente scelto di donarlo a noi, è nella chiamata di un amico che dice di tenerci a noi, è spesso nelle piccole cose, le più delicate e fragili.

Recentemente ho riletto una frase di un certo William Shakespeare che fa più o meno così: “Serbare rancore equivale a prendere un veleno e sperare che a morire sia l’altro“. Ci ho pensato parecchio e mentre scavavo nel disordine dentro, mentre prendevo odio, rancore e sofferenza e provavo a metterli in un angolo al buio, nella speranza di liberarmene al più presto. Trovavo autentica bellezza.

E ho pensato che alla bellezza, all’amore, al bello, dobbiamo costruire un bel terrazzo al piano attico, perché spesso rimangono sotto a qualcosa di tetro che ci consuma e rischia di portarsi via anche il bello che c’è. Prendiamo le misure, prendiamo le distanze, prendiamo tutto quello che vorremmo e facciamolo venire prima di quello che ci travolge.

Prendiamo il bello e usciamo a fare due passi.

cristinafelice.altervista.org

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