Da quanto tempo non provi un’emozione?

Da quanto tempo non provi un’emozione?Da quanto tempo non provi un’emozione?

Nel film Santa Maradona, c’è uno scambio di battute che contiene una domanda che invito tutti a porsi: “da quanto tempo non provi un’emozione?”. Rapiti da vite che ci appartengono solo in parte, spesso stanchi, talvolta delusi, incrociare un’emozione è mediamente raro. Ma una volta intercettata non è facile lasciarla andare e dimenticarla.

Prima ci si sente vivi, euforici, desiderosi di ripetere quell’esperienza. Dopo si fanno i conti con la realtà. Sentimenti celati e soffocati che vengono a galla e confronto con l’altro. Perché le emozioni sono personali e non necessariamente condivise. Benvenuti in un nuovo tunnel!

Si affrontano i demoni, parlare, non parlare, esprimere quel che si prova? Soffocare tutto un’altra volta? Quando mi trovo persa in questi dilemmi mi pongo sempre nei panni dell’altro. Un sentimento, seppur non condiviso rappresenta una lusinga? Rovina i rapporti? Cambia il modo di rapportarsi?

Come sempre tante domande e nessuna risposta, forse solo perché ogni situazione è differente, così come lo sono le persone con le quali ci interfacciamo.

Comunque si risolva il primo punto, le emozioni sono una sorta di risveglio dal letargo. Provatene una, anche per sbaglio, e assecondate una nuova dipendenza!

emozióne s. f. [dal fr. émotion, der. di émouvoir «mettere in movimento» sul modello dell’ant. motion]. – Impressione viva, turbamento, eccitazione. In psicologia, il termine indica genericamente una reazione complessa di cui entrano a far parte variazioni fisiologiche a partire da uno stato omeostatico di base ed esperienze soggettive variamente definibili (sentimenti), solitamente accompagnata da comportamenti mimici. Treccani

 

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