ADDIZIONE O SOTTRAZIONE

ADDIZIONE O SOTTRAZIONE

Comprai una felpa, quelle che qui da noi si chiamano “orsetti”. Nera, con cerniera e cappuccio, calda come l’abbraccio del peluche che portavamo nel letto da bambini. Quel giorno scivolai da una scala, non mi ruppi nulla ma ci mancò poco, era il mio compleanno di cento anni fa, ero a Livigno che mi regalò la neve a ottobre e io mi regalai lei, pagandola a prezzo pieno, 69 Eurini.

Io amo lo sci di fondo e l’intento acquistandola era di utilizzarla sulle piste. Per una serie di fattori a sciare non ci sono più andata, ma lei è rimasta con me diventando la mia giacca da serate di clubbing, pesa poco e la annodo alla borsa, avendola sempre a portata di mano quando voglio uscire a fumare una sigaretta.

Mi sto ponendo molte domande in questi giorni, sarà la fine dell’anno, sarà che me ne faccio anche all’inizio, sarà che sono e sarò sempre tremendamente irrequieta.

Mi chiedo principalmente se sono cambiata, se sciare non mi piaccia più, se io preferisca un sabato sera tra amici piuttosto delle lavatacce pro sci.

Ho pensato al fatto che possiamo funzionare per addizione o per sottrazione, a seconda del tema, del tempo e della situazione. In questo caso vorrei che il mio orsetto vedesse le notti brave e che fosse inevitabilmente sporcata dai cocktail di passaggio, e inumidita dalla neve dei giorni freddi sulle piste.

Voglio tutto, posso avere tutto, ora non mi resta che andarmelo a prendere. E passare alla prossima domanda.

❤ cristinafelice.altervista.org ❤

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