ALLA VITA

ALLA VITA

Sono arrivata in Italia alle 16:26 di domenica, lunedì mattina al lavoro e martedì notte non riuscendo a dormire ho davanti le partenze per agosto: Cina, USA, Mozambico, Perù. Mille destinazioni e la conclamata malattia del viaggiatore: io ferma non so stare. Ho fame di conoscenza, di scoperta, di cultura, di vita. Ho ancora negli occhi, gli occhi del popolo cubano, ho ancora la pelle leggermente dorata dal sole, ho ancora valigie da disfare e rum da aprire con gli amici e già ripartirei. Consapevole di non poter portare con me tutti i miei affetti, tutte le persone con le quali ho amato viaggiare, sono pronta a conoscere altri popoli e altri viaggiatori, sono pronta a lasciare chi amo per farmi abbracciare più forte al ritorno. Ma più di ogni altra cosa sono grata. Per tutte le persone che ho incontrato e per quelle che incontrerò, per tutti i luoghi meravigliosi che ho avuto la fortuna di portare negli occhi, per ogni strada sulla quale ho consumato la suola delle mie scarpe, per ogni cibo e bevanda che ho assaporato, sono grata alla vita che mi ha dato tanto.

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