DÌ GRAZIE ALLA SIGNORA

DÌ GRAZIE ALLA SIGNORA

“Dì grazie alla signora”, il mantra che da piccini era accompagnato dall’altrettanto noto “come si dice?” compreso di imbeccata “per fav… e gra…”, ecco perché ci piaceva tanto giocare all’impiccato poi! A casa mia non credo fregasse nulla a nessuno di sentirsi chiamare mamma o nonna o zia, da noi bastava dire “per favore e grazie”, dormire e mangiare. Io dormivo, mio fratello mangiava, entrambi diciamo per favore e grazie da qualche annetto, in due alla fine li abbiamo accontentati tutti!

E sperando di aver imparato a dimostrare gratitudine, quello non te lo può insegnare nessuno però, quello vive e cresce con te e con la tua sensibilità, è un mondo di gesti impossibili da elencare e modulati sulla persona a cui si vuole esprimere questo sentimento, perché sì, la gratitudine è un sentimento, inizio da qualche grazie, che come ti amo, mi manchi, ti voglio bene, e ogni altro sentimento, vanno espressi ora, oggi, adesso, che domani magari è troppo tardi e poi te ne penti ed è sempre meglio un rimpianto di un rimorso ma nel dubbio è sempre meglio vivere.

Grazie a chi si preoccupa per me pur sapendo che ho la testa ben piantata sul collo; grazie a chi mi fa ridere costantemente, che ogni tanto ci prendiamo tutti troppo sul serio; grazie a quelle frasi che se mi piacessero i tatuaggi, avrei su ogni parte del corpo, lo tatuo sulle pagine che scrivo e nella mente, spero valga lo stesso; grazie “dei ciao come stai?” volti davvero a sapere come io stia, non usati come vuoti cenni di saluto; grazie ai “non farti male” di chi non ha teme di doverti offrire una mano per risollevarti, ma se può, preferisce non vederti cadere; grazie a chi non mi fa pressioni, a chi non chiede pur essendo curioso, a chi ha capito quanto sia complessa la mia riccia testolina.

❤cristinafelice.altervista.org❤

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