E se imparassimo qualcosa dagli errori degli altri?

E se imparassimo qualcosa dagli errori degli altri?

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Sono state settimane alquanto frenetiche e stressanti quelle appena trascorse e in realtà non posso ancora dire di essere fuori da questo insieme di eventi. Nel mio girovagare e lavorare sono stata coinvolta in diverse riflessioni. Quella che dopo diversi giorni mi gira ancora nella testa è questa: ma se le giustificazioni che ci diamo ogni giorno fossero frutto di qualcosa ormai insito in noi, senza che questo abbia più aderenza con la realtà delle cose? Possono i nostri sentimenti verso gli altri portarci a vedere tutto estremamente offuscato? E cosa più importante, se siamo in grado di accorgerci che la nebbia è dentro e non fuori, cosa possiamo fare per uscirne? Queste domande leggere (ogni tanto penso anche a cose cretine, lo giuro!) sono scaturite da un problema tra due entità che hanno deciso di condividere i loro punti di vista (diametralmente opposti) con me. Per giorni mi sono scervellata per capire come aiutarli a sintonizzarsi su una frequenza comune, ma poi ho realizzato che, non solo non sarebbe stato possibile mancando il desiderio di dialogo e confronto, ma anche che, tutto sommato, il quel contesto, il mio ruolo poteva essere di mera ascoltatrice e nulla di più. Come intuirete le domande non sono finite. Mi sono impegnata e ho formulato questo pensiero:

e se imparassimo qualcosa dagli errori degli altri?

Ho trovato meraviglioso “staccarmi” dalla mia zona sicura (confort zone dicono da altre parti), dalle mie certezze e a prendere atto del fatto che qualcosa va in un certo modo solo finché siamo noi a decidere che andrà così.

Se vuoi una cosa trovi una strada…se non la vuoi trovi una scusa…

Se vuoi una cosa trovi una strada...se non la vuoi trovi una scusa...

Questa frase forse semplifica il concetto. E così eccomi qui, all’alba dei millemila anni (di cui soltanto 29 dichiarati), con un bagaglio di esperienze non da poco, con un bel po’ di vita vissuta, di certezze scalfite una ad una, di rapporti creati, distrutti e qualche volta miracolosamente risorti, a decidere che posso cambiare atteggiamento. Sia ben inteso, non so dirvi se e quanto durerà,

ma so che se non provo a cambiare le cose da sole non cambieranno, di sicuro non in meglio.

E allora ci provo, compatibilmente con lo spazio e il tempo attualmente a mia disposizione (ruoli, situazioni, gerarchie complesse), cercando di guardare lontano e positivamente, a essere qualcuno di cui andar fiera e non la persona che trova una scusa. Perché non mi concedo di lamentarmi per qualcosa che non va (che poi se ci fate caso le cose che non vanno sono sempre le stesse) senza provare a farle andare diversamente, senza imparare dagli errori degli altri (e certamente anche dai miei), perché se ci sono due modi di fare qualcosa e uno palesemente non è per voi (per me in questo caso) vale la pena provare l’altro metodo e capire se alla fine si riesce a vivere un po’ meglio.

Ricordati di essere felice, anche oggi.

ricordati di essere felice

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