IL REGALO CHE TUTTI VORREBBERO

IL REGALO CHE TUTTI VORREBBERO

Entro stasera devo dire a mia mamma che cosa voglio per il compleanno, era più facile quando giocavo con le Barbie, me ne rendo conto.

All’epoca la pubblicità di Cartoonito o Disney Channel era il negozio di modellini e giocattoli posizionato proprio all’angolo di casa mia. Le Barbie avevano un loro spazio preciso, vivevano incontaminate dagli altri giochi, sempre belle e sorridenti, dovevi solo scegliere di quale colore e foggia le volessi vedere vestite.

Mi ricordo l’anno in cui scelsi una Barbie futuristica, vestita di latex verde sberluccichino (tipo sirenetta in uno strip club) che aveva nella confezione tre abiti (che spaziavano dal locale per scambisti alla semplice escort). Ma soprattutto aveva una leva sulla schiena che faceva sollevare il braccio in modo che la mano le scostasse i capelli dal viso.

Finché non le ho fatto il bagnetto, poi, INSPIEGABILMENTE, quel meccanismo cessò di funzionare e mi tenni la Barbie con un braccio ingessato senza gesso, perché le Barbie sorridono anche quando soffrono.

Oggi alla domanda “che cosa vuoi per il compleanno?” risponderei: pace (per essere molto fine) o meno rotture di coglioni (per essere più me stessa). Perché tra i mille e più vantaggio dell’essere persone adulte e indipendenti, le rotture di palle non mancano mai, intese come pensieri, preoccupazioni, ansie a catinelle, scadenze, robe da pagare, tagliandi, revisioni e documenti vari.

Ecco se volete fare un regalo a qualcuno, fategli una coda da qualche parte, comprategli gli spinaci, lavateli, bolliteli e fate la mitica pallina. Prenotategli il dentista, se siete ricchi pagateglielo pure eh, ma di base sollevare gli altri dalle infinite incombenze quotidiane è un regalo e un gesto d’amore nel contempo.

cristinafelice.altervista.org

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