QUELLO CHE LE DONNE NON DICONO

QUELLO CHE LE DONNE NON DICONO

Ci ho pensato tanto prima di raccontare questa storia, ho scelto di farlo perché se io l’avessi letta nel momento giusto, forse, avrei capito prima che stavo morendo e invece avevo bisogno di vivere.

Ero al mare, con alcuni amici e una persona molto sbagliata, prima di cena decidemmo di fare una doccia spartana, di quelle fredde, all’aperto, con il costume addosso, nello stabilimento balneare, uno alla volta, in fila. Mi stavo sciacquando da sabbia e sale prima di andare a cambiarmi per la cena, quando la persona molto sbagliata mi fece notare che ero TROPPO sensuale. Pensai a uno scherzo, a un complimento uscito male, ma così non era, tanto che alla fine mi sentii in difetto, in errore. Perché, se qualcuno che professa il suo amore per te, ti fa notare qualcosa, lo fa per il tuo bene, pensavo ingenuamente.

I folli hanno una sola capacità: ribaltare la loro follia sugli altri, da carnefici diventano vittime, a pensarci bene, loro sono sempre vittime. Di loro stessi, delle loro insicurezze. Ma questo lo capii con il tempo, subito ci rimasi soltanto male e feci attenzione a un milione di atteggiamenti, perdendo la mia spontaneità e adottando uno stile più consono a una folle immagine medioborghese del cazzo.

La violenza psicologica è insidiosa, consuma dentro, spegne lentamente ed è quasi sempre mascherata. Dai “ti amo troppo”, dai “non è che non mi fidi di te è degli altri che non mi fido”, dalla replica di atteggiamenti insani volti a dare un’immagine all’esterno che fa a cazzotti con la realtà, il disagio, l’insoddisfazione, la tristezza continua.

Oggi, da persona che tutto questo l’ha vinto, posso solo dirvi di tagliare i ponti, di ricordare chi siete, di capire che l’amore è un’altra cosa e di comprare un costume sensuale davvero, perché non c’è niente di male in lui né tantomeno in voi.

cristinafelice.altervista.org

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