Se mi piaci ti tiro un calcio sugli stinchi

Se mi piaci ti tiro un calcio sugli stinchi

Se mi piaci ti tiro un calcio sugli stinchi

Nel favoloso mondo della piccola Cri accadono cose che voi umani non immaginate. Innanzitutto il mondo visto attraverso ai miei occhietti fantasiosi è più bello, assolutamente lontano dalla realtà ma per questo più affascinante! La sovranità della follia che mi caratterizza emerge quando interagisco con Luchino, la mia dolce metà (per evitare il divorzio gli ho fatto preventivamente approvare questo post).

Avete presente gli uomini di film e romanzi? Ecco prendete quell’immagine e mettetela da parte. E’ stato infatti chiarito tra le parti che Luchino non è un uomo né regaloso e né sorpresoso, due neologismi che vi saranno chiari fin da subito. Intendiamoci, ho ricevuto da Luchino splendidi regali, ma più per Natale/Compleanno che per “oh amore, ho visto questa cosa splendida, ho pensato a te e ora eccotela in dono!”.

In quanto a sorpresoso diciamo che fare una sorpresa a me non è affatto semplice, da sempre curiosa come una scimmietta, se mi viene dato un indizio porto allo sfinimento per ottenere tutte le informazione e in genere lamentarmi perché non era quello che volevo, ecco (la grafica mostra anche piedini che sbattono ripetutamente per terra e musetto imbronciato unito a sguardo di disapprovazione). Ma in ogni caso dall’altra parte non è che la spontaneità la faccia da padrona. I pochi gesti sorpresosi vengono accuratamente documentati fotograficamente e postati in modo che quando io mi lamenti tutti possano dire “ma no dai Luchino è tanto tenero, ti ricordi dell’aperitivo che ti ha preparato in terrazzo?”. Sì ma era maggio, sono passati 5 mesi…

Tutto ciò per arrivare al punto di questa dissertazione. Luchino, l’essere umano più coccoloso del pianeta, è incapace di esprimere i propri sentimenti con chiarezza e serenità, ergo, si basa sull’antico metodo che affonda le sue origini negli asili di tutto il mondo: “se mi piaci ti tiro un calcio sugli stinchi”.

Nella nostra storia assolutamente travagliata ha pensato di dirmi che si stava innamorando di me mentre mi trovavo a Londra con la mia famiglia, in un Internet Point, su Skype, mentre gli scrivevo che forse era meglio lasciar perdere tra di noi!

Balziamo avanti di due anni e per chiedermi di cercare casa insieme mi fa due scenate incomprensibili, l’ultima all’interno di un centro commerciale dove stavamo amabilmente passeggiando si conclude con lui che farfuglia con tono alterato: “allora o abbiamo un progetto insieme o non ce lo abbiamo”.

Avanti veloce per un po’ più di quattro anni ed eccoci a dieci giorni fa, quando, contrariamente ad ogni mia istruzione mette in scena un altro dei suoi atti unici. Si reca dal gioielliere per portare una mia collana ad aggiustare, ritira le fedi che avevamo ordinato insieme qualche settimana prima (“chiedi solo se sono arrivate, poi andiamo insieme a ritirarle”, parole al vento), infila la sua al dito con me assente, mi raggiunge a Milano dove stavo lavorando, prova a convincermi a infilare la mia fede nel parcheggio di Rho Fiera Milano Expo 2015 (mi rifiuto categoricamente, temo mi sfugga la valenza sdolcinata dei parcheggi fieristici), lascia la fede nell’apposita custodia sul mio cuscino, sfinita la indosso autonomamente (momento romanico non pervenuto).

Ecco vi ho raccontato questi tre aneddoti per dirvi che nonostante tutto ce la si può fare, ad accettare l’altro e a riderci su, certo, con i miei aneddoti posso scrivere al limite una sceneggiatura per Eddy Murphy e di certo non una commedia con Jennifer Aniston, ma dopo tanto tempo e innumerevoli casini che la vita ci ha donato, stiamo ancora insieme, forti e determinati a non ucciderci reciprocamente per un bel po’, vi sembra poco!?!

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