SILENZIO

SILENZIO

Abitiamo in un magico mondo di suoni. La musica vive con noi e noi viviamo di lei. Le voci soavi, lievi, dolci, armoniose, sensuali e affascinanti penetrano nelle nostre orecchie. La natura che sta cambiando, la pioggia delicata o scrosciante, il vento tra i rami, le foglie che prima di ritirarsi al suolo volteggiano sfidando la forza di gravità.

Poi c’è il rumore. Ripetitivo, stridulo, assordante. Voci noiose e petulanti, che si lagnano perennemente. Fastidiosi martellamenti, incrocio violento di oggetti metallici, gessetti sulle lavagne e unghie sui tessuti. Campanelli suonati insistentemente, interruzioni, fastidio, disagio.

E poi c’è il silenzio.

Quello accompagnato da luci spente che ci vede stanchi e pronti a chiudere gli occhi, quello di un momento di pace, di una lettura appassionata, di un lungo abbraccio, di un momento di concentrazione, dell’attesa per qualcosa di bello, di qualche minuto trascorso nell’abitacolo di un veicolo fermo che sancisce la fine di una giornata impegnata.

E poi si sceglie di stare in silenzio.

Smettere di donare la propria presenza e le proprie parole, prendere la fiducia e riportarla a casa, perché vittime di un gioco scorretto o per l’inconsistenza di alcuni rapporti. E’ la gioia di poter scegliere, è libertà, è il bisogno di rapporti che abbiano senso e ragione d’esistere. E’ amore per sé e rispetto per chi, quelle parole, le merita davvero tutte e forse anche qualcuna in più.

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