TUTTA SBAGLIATA

TUTTA SBAGLIATA

“Domani vi racconto” vi scrivevo al volo ieri sera ed eccomi qui, tossicchiante (ho GIA’ assunto una Monk’s!), a parlarvi di sbagli.
Sono riuscita a uscire con la neve, -3, vestitino, ovviamente avevo la macchina in Uganda e i tacchi. Musica da Studio Aperto, esco di casa, chiudo la porta, vedo la neve, sento il freddo, mi volto e nella nuvoletta il mio amatissimo letto, la musica si alza, primo piano sul mio volto, occhi intrisi d’amore. Altro minuto buttato, che ci porta allo sbaglio successivo. Mi sono svegliata all’alba per le più assurde ragioni (lavare i capelli-sporcarli un secondo dopo averlo fatto, cambiare l’arredamento-rimettere tutto come prima) e sono sempre e comunque riuscita a correre, questo non è ritardo fisico, è mentale. Mi sono truccata per lo più ai semafori rossi pertanto ho dell’eyeliner sull’aletta parasole. Paradossalmente l’eyeliner l’ho messo meglio alla macchina di quanto non sia riuscita a fare sugli occhi. Paradossalmente, se mi truccassi con calma a casa, forse, otterrei dei risultati lievemente migliori. Dovevo chiamare l’estetista, l’ottico e il dentista per unghie, lenti, controllo. Non ho chiamato nessuno. Però anche loro, un messaggio, un vocale, una canzone condivisa sul profilo, nulla, menefreghisti. Ho somatizzato cose che somatizzo da sempre e che mi ero ripromessa di non somatizzare più, quanto amo reiterare i miei sbagli. Mi sono arrovellata, stressata, ho patito e pianto. E tutto ciò non è servito assolutamente a nulla e non c’era neanche una valida ragione per farlo. Ho controllato le solite due o tre malattie improbabili su Wikipedia, ho acquisito tutti i sintomi citati e dopo dieci minuti avevo in corpo una nuova e potenzialmente letale patologia cumulativa immaginaria. Tutta sbagliata.

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