INTOLLERANZE

INTOLLERANZE

Accadde un giorno, tipo oggi all’ora di pranzo, che un simpatico sfogo si impossessò del mio collo, la commissione medica, composta da due colleghi+la proprietaria del bar, si dimostrò indecisa se attribuire la responsabilità al bordino in plutonio della maglia o alla sciarpa in Cachemire nepalese e tracce di uranio! Chi ha pelle e cuore piuttosto delicati sa che dovrà rinunciare a qualcosa. Alle collanine delle bancarelle, deliziose e modaiole; agli anellini stravaganti; alla lana; al pizzo sintetico; al bagnoschiuma del supermercato; a uno sfioramento da barba incolta o una carezza con mano ruvida. Qualche volta dispiace, altre si accettano le irritazioni, il collo rosso e le dita verdi. Il cuore delicato, invece, preserva da contatti irritanti, bruschi, faticosi, distruttivi, se solo lo si sta ad ascoltare. Qualche volta si sceglie di non farlo, ma questa è un’altra storia. Dicono che con il tempo la sensibilità ad allergie e intolleranze aumenti. La pelle e il cuore scelgono carezze garbate e gentili, selezionano da cosa e da chi farsi sfiorare, cosa e chi trattenere. Un vestito di seta che scivola sulla pelle dopo una doccia tiepida, una mano delicata, un bacio sulla fronte ma anche un contatto impetuoso se scelto e desiderato. Anime autentiche, imperfette e totalmente vere; animi buoni, incapaci di fare del male volontariamente; essenze preoccupate prima degli altri che di sé, attente a non ferire, interessate a un passaggio soave nelle vite altrui, a una presenza che resti senza che venga imposta e alla consapevolezza che molti errori si possono commettere ma la capacità di rimediare, di tamponare una ferita la rendono più lieve.
Vado a liberare il collo da ogni potenziale disagio e ad ascoltare il cuore e i suoi buoni consigli.

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