HO IMPARATO A RIDERCI SU

HO IMPARATO A RIDERCI SU

Magari non subito; magari dopo qualche lacrima; magari dopo la rabbia, la delusione, la frustrazione; magari superato il momento in cui vorremmo sperimentare ogni arma giapponese che si possa potenzialmente lanciare dai nunchaku al Maneki Neko, l’allegro gattino portafortuna che saluta, che credo proprio nasca come oggetto contundente; magari dopo aver scritto e cancellato messaggi carichi di rabbia, insulti, nomi di santi e beati, cose e città e aver deciso che no, abbiamo già scritto tutto quel potevamo, detto tutto quello che c’era da dire, tentato l’ultima, faticosissima strada possibile e ora basta; ecco dopo tutto questo e forse anche qualcosa in più; magari arriva il momento di ridere. Ridere di gusto, ridere perché in fondo non è successo niente, ridere perché c’è sempre un buon motivo per farlo.

Ci sono persone che non si abbinano con noi, non ci fanno ridere, non hanno il nostro stesso entusiasmo, non sanno farci una sorpresa, non azzeccheranno mai il tempo, il luogo, l’occasione, persone sbagliate che volevamo fossero giuste, persone che dovevamo incontrare per capire da chi stare alla larga, persone che non ci fanno bene. Nella vita pubblica come in quella privata, lasciare andare costa una fatica inenarrabile. Ma forse la vita una cosa ce la insegna, che tutto accade sempre per un motivo, anche se da subito non ci è chiaro, anche se milioni di volte ci siamo chiesti perché le nostre strade si sono incontrate con personaggi che nemmeno a disegnarle male avrebbero fatto così schifo, arriva qualcuno o qualcosa, fattori esterni o interni, persone che incontriamo dopo o che già conoscevamo che ci fanno tornare a ridere di gusto, perché in fondo non è successo niente.

Qui rido in compagnia di un vampiro biondo velocissimo!

❤cristinafelice.altervista.org❤

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