COMPLICI

COMPLICI

Chi prende parte, attiva o secondaria, con altri nell’esecuzione di un’azione criminosa o moralmente riprovevole. Siamo complici di quel che di male lasciamo accadere senza intervenire, siamo complici quando potremmo fare del bene e scegliamo di stare immobili, siamo complici quando assecondiamo un comportamento che ferisce qualcuno.

MA ALLO STESSO TEMPO.

Riferito a cosa o fatto o situazione che favorisce un’impresa, un comportamento, specificatamente a proposito di sottili intese affettive. Sguardi complici, ammiccamenti, amici, amori o amanti che nutrono e coltivano una particolare sintonia, che sono stretti da un legame spesso impalpabile, quasi sempre unico, vibrante, magnetico, affascinante.

L’eterna lotta tra il bene e il male, l’eterna decisione circa le persone che vogliamo essere, le aspirazioni, i sogni, la scia che ci piacerebbe lasciare al nostro passaggio, il ricordo di noi, quello a cui vorremmo essere associati. La comprensione, la prospettiva, la squadra per la quale tifare, il team nel quale giocare.

BUONI O CATTIVI?

Forse è questo che nel tempo ha iniziato a farmi sempre più paura, la quantità di persone cattive che pensano di essere buone. Non decidere mai, non andare mai contro nessuno, non seguire il proprio cuore nascondendosi dietro a pensieri di altri, per assecondarli, per non lottare, per non metterci la faccia, perché conviene di più, perché si è sbagliato e si ha paura di sbagliare ancora, per paura di rimanere soli. Meglio cattivi, onesti e sinceri, che finti buoni, meglio un volto solo, chiaro e cristallino, di falsi sorrisi, di unioni forzate, di falsi amori, di debole inettitudine, di vite medie, sentimenti medi, umori medi.

VIVERE O SOPRAVVIVERE?

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