RIDERE, RIDERE, RIDERE ANCORA

RIDERE, RIDERE, RIDERE ANCORA

Ridere di sé, con gli altri, di tutte le cazzate che abbiamo fatto e che faremo, ridere, perché ogni giorno è un regalo, ridere per chi non lo può fare, ridere per spingere altri a ridere. Ridere di chi pensava di rubarcelo il sorriso, che era meglio quando ci rubavano il nasino, poi tanto ce lo restituivano sempre. Ridere perché ce l’abbiamo fatta, nella vita, in un singolo ambito o progetto, per essere arrivati indenni a fine giornata. Ridere quando non va proprio tutto bene ma andrà meglio. Ridere come medicina. Ridere per sconfiggere il dolore. Ridere per andare avanti. Ridere per ridere di un’altra cosa. Ridere perché qualcuno ha fatto l’impossibile per far scaturire quella risata. Ridere da soli, insieme, perché qualcosa di divertente ci torna in mente. Ridere anche quando ridere sembra la cosa più difficile al mondo, ridere per la cattiveria che non abbiamo, per la malizia che non conosciamo, per la stupidità che non dimostriamo. Ridere per contrastare il male, ridere e non ferire, ridere e non trattare male, ridere e abbracciare forte, ridere.

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