SULLE BAMBINE ROCKETTARE E LE SERATE IGNORANTI

SULLE BAMBINE ROCKETTARE E LE SERATE IGNORANTI

Avere amici come i miei mi fa capire che qualcosa di figo lo devo aver fatto nella vita, tra chi c’è sempre (e dico sempre) e chi appena ha il sentore che io abbia bisogno mi chiama, scrive o si presenta fisicamente, sono circondata d’amore. Non mi abituerò mai a questo.

Così ci si può trovare nel locale che MAI diverrà un’eccellenza Tripadvisor, ad ascoltare una cantante che MAI avrebbe dovuto cantare nella vita e ridere per sei ore di fila. Perché andiamo sempre alla ricerca di qualcosa di perfetto ma non c’è nulla che lo sia quanto l’imperfezione. E giuro non vuol essere qualcosa di banale.

Io ci ho lottato e ci lotto ogni giorno con questa sovrastruttura del cazzo. Ho passato mesi interi a ripetermi “la perfezione non esiste” perché la ricerca della stessa mi stava trasformando in un essere incapace di godere di qualsiasi cosa se non dell’effimera illusione di uno sfuggente istante.

Le serate ignoranti ci rimettono in piedi, sono detox anche se alcoliche, fanno team building perché creano ricordi e sugellano legami, ma soprattutto non si scelgono, capitano ed è figo così.

Grazie bambine rockettare, ho le occhiaie da panda, un sonno da svenire ma sto ancora ridendo.

 

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